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Un sorriso disarmante

<<Tornerai anche il prossimo anno?>> domandò Marco con rassegnazione.
Giulia, con i suoi occhi grandi, abbassò lo sguardo ed abbozzò un sorriso.
Furono attimi interminabili.

Marco avrebbe voluto dirle un sacco di cose. Avrebbe voluto raccontarle di come era cambiata la sua estate dal giorno in cui l’aveva incontrata. Ricordava nitidamente il loro primo incontro: il pallone di beach volley finito vicino al suo ombrellone; la sabbia rovente e la banale scusa per chiacchierare con lei: <<scusa se ti rubo un pò d’ombra ma la sabbia scotta!>>. Lei sorrise a quel goffo approccio, ma Marco sembrava simpatico: un razzone di un metro e ottanta, capelli ricchi arruffati ed un sorriso coinvolgente.

Quella partita a beach volley bruscamente interrotta segnò l’inizio di un’estate indimenticabile.
Giulia non era semplicemente bella. Giulia era una ragazza acqua e sapone che sapeva coinvolgerti. Il tono di voce pacato e la sua dolcezza erano armi a cui il goffo Marco non sapeva controbattere.
Lui cercava in ogni modo di fare colpo su di lei. Snocciolava il manuale del perfetto latin lover ma riceveva da lei sempre il solito disarmante dolce sorriso. Alla fine cedette. Alla fine riuscì ad essere se stesso così come non lo era mai stato con nessuna.

Fu una sensazione strana aprirsi totalmente a lei. Si sentiva vulnerabile ma la cosa lo faceva stare bene.
I lunghi pomeriggi trascorrevano veloci in sua compagnia. Si sentiva parte della sua vita, come se l’avesse sempre conosciuta. Ascoltò le storie della sua vita quotidiana, le discussioni con le amiche, le prime avventure amorose…

Con Giulia era tutto diverso. Anche il suo splendido corpo ambrato passava in secondo piano davanti alla prorompente semplicità di una ragazza dolce che il fato aveva voluto fargli incontrare. Quel bacio scambiato al chiaro di luna, poi, aveva avuto un sapore speciale. In quel momento Marco non stava semplicemente assaporando la carne di una delle tante “prede” estive… Il contatto con LEI provocava nel ragazzone riccioluto un turbinio di sensazioni impreviste molto vicine al concetto di amore che Marco aveva sempre immaginato ma mai provato.

Ma come per tutte le cose belle, c’è una fine ad ogni cosa.
La fine aveva le fattezze di un biglietto di ritorno in un mercoledì anonimo.

Per Giulia le vacanze erano finite ed era tempo di tornare alla solita vita.
Marco la vide, seduta sugli scalini della stazione, con quel vestito leggero, lo zaino stracolmo e quel sorriso disarmante. Gli occhioni marroni di lei, sempre impertinenti, questa volta lasciavano trasparire un velo di tristezza.
Furono attimi di silenzio. Momenti in cui sarebbe stato inutile dire qualunque cosa.

<<Quindi tornerai anche il prossimo anno?>> domandò Marco speranzoso.
<<Credo di si…>> rispose lei mentendo.

Si abbracciarono forte all’arrivo del treno.

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