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SIGI? Meglio Tacopina.

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Per gli amanti del calcio a tinte rossazzurre l’ennesima estate in cui libri contabili, tribunali, investitori, Covisoc e pignoramenti lasciano poco, pochissimo spazio al calcio giocato e ai sogni e alle speranze di fine estate.
E’ passato poco più di un anno da quando volavano tappi di spumante sui gradini del Tribunale e le sciarpe rossazzurre, indossate nonostante il caldo, tornavano a colorare i cuori dei tifosi.
Da allora, nella sostanza, non è cambiato molto. Nella realtà è cambiato tantissimo!
Nel tribolato anno appena trascorso due sono i termini che più di tutti sono stati sulla bocca dei tifosi del Catania… una sigla ed un cognome: SIGI e Tacopina.
Ad entrambi i tifosi hanno riservato complimenti, pacche sulla spalla, attestati di stima. “Eroi” e “salvatori della Patria” gli uni, onoreficenze ed arancini per l’avvocato venuto d’oltroceano.
Ma il tifoso non ha colpa. Il tifoso ragiona con il cuore. Il tifoso ama la propria maglia.
E quando si ama, lo si fa in modo irrazionale.

Davanti alla possibilità di vedere cancellata una storia calcistica pluriennale, se si presentano degli imprenditori catanesi prima, ed un noto personaggio portatore di freschi dollari e di dichiarazioni al miele, cosa avrebbe dovuto fare il tifoso? Sognare, senza se e senza ma!
L’amore è irrazionale.

E se qualche domanda te la poni, ci sono sempre quei due colori che ti tornano in mente. C’è il gol di Cipriani al Palermo, Lulù e le sue reti, il gol di Russo sotto il nubifragio col Vicenza… Gli anni in serie A, l’esordio con gol del giovane Morimoto, le magie di Mascara, i balli di Martinez, le giocate di Barrientos e Gomez…
Cosa avrebbe dovuto il tifoso davanti allo scampato pericolo di veder scomparire l’amata “matricola” ed alla prospettiva di rivivere quei momenti? Niente. L’amore è irrazionale.

Per un anno si sono sprecati i ringraziamenti per i “salvatori della matricola” e gli elogi per il nuovo pseudo proprietario del Catania.
Intanto il tempo passava e qualche vittoria sul campo celava lungaggini di una cessione che, ai più, sembrava scontata. Fino all’epilogo che, oggi, tutti conosciamo.

Quando tra due fidanzati che si amano “salta” il matrimonio, la perte che soffre non è più irrazionale, ma comincia a porsi delle domande. Chi è veramente SIGI-Tacopina (due facce della stessa medaglia)? Da chi ci sentiamo maggiormente traditi?

Tacopina è un personaggio noto. Nel bene e nel male ha avuto diverse esperienze nel calcio nostrano e conosce molti investitori disposti a mettere dollari nei progetti su cui si cimenta.
Al netto delle dichiarazioni d’amore di circostanza, di parentele sicule e di scatti social con prelibatezze culinarie, rimane un affarista e questo il tifoso lo sapeva.
L’amore è irrazionale, si sa. Ma se un uomo d’affari ottantenne decrepito cede alle lusinghe di una bella formosa ventenne, qualche domanda se la pone che l’aitante amante possa essere interessata al suo conto in banca piuttosto che al suo cuore…

Con SIGI era diverso. SIGI era il primo amore acerbo di un ragazzino. Quello che pensi possa durare tutta la vita. Quello che incontri quando sei convinto di essere brutto e che non troverai mai nessuno che si “metterà” con te…

Perché il “tradimento” di SIGI fa così male?
Perché i tifosi hanno affidato il loro cuore (sportivo) ad imprenditori catanesi amanti del Catania speranzosi che questo avrebbe segnato un “Nuovo inizio”. Per carità, nessun benefattore, sia chiaro! Ma la “catanesità” lasciava ben sperare per il futuro.
Il quadro che ne è venuto fuori è ben diverso, purtroppo.

Il noto avvocato vuole comprare il Catania perchè è un buon investimento. Non può farlo nell’immediato e contatta un imprenditore locale. Ma servono soldi… Come fare? Iniziano le telefonate tra possibili soci SIGI…
A: <<Ciao, vuoi fare un bell’investimento a breve termine?>>
B: <<Non saprei… quanto devo mettere?>>
A: <<Quanto vuoi… Metti 100? Tra due/tre mesi ne avrai 130… E’ tutto concluso con un avvocato Americano. Risolviamo qualche problema burocratico ed è fatta… E saremo acclamati come i salvatori della Patria. Allora ci stai?>>

Quindi tanti piccoli/medi imprenditori che fiutano un affare a breve termine, sfruttando il fatto di essere considerati eroi dalla piazza… Solo che le cose non vanno per il verso giusto.

L’avvocato tanto acclamato si defila, le semplici questioni burocratiche diventano un macigno. C’è da portare avanti un progetto quando, in realtà, un progetto non c’è mai stato!
E’ mai pensabile che dei tanti imprenditori bravi presenti in SIGI, nessuno abbia mai preso in considerazione che il Covid avrebbe potuto portare alla chiusura degli stadi con conseguenti minori introiti? Davvero si pensa che siano stati così sprovveduti?
E’ mai possibile che nessuno abbia intavolato, in un anno, altre trattative per la cessione? Dei valenti imprenditori avrebbero messo in conto una possibile defezione di Tacopina e avrebbero trovato (o provato a trovare) valide alternative.
Perché non lo è stato fatto? Semplice! Perché dietro le parole ruffiane di aver salvato la matricola c’era un solo progetto: vendere a Tacopina. Nessuna alternativa. Nessuna.
Le chiacchiere di oggi sono solo un arrampicarsi sugli specchi. Così come le operazioni che si stanno compiendo: colletta tra tifosi, affitto di sezioni di Torre del grifo, concessione di spazi pubblicitari…
Un vivere alla giornata in attesa di un miracolo o di qualcuno che si assuma la responsabilità e dica: <<ci dispiace, abbiamo sbagliato tutto!>>

No, sono certo che le cose non siano andate così.
Sono solo farneticazioni di un amante tradito che fa congetture sul perché la sua relazione sia al capolinea.

In attesa di un nuovo amore. Quello che fa sognare. Quello che non ti fa porre domande.
L’amore, si sa, è irrazionale.

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