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Tempeste d’agosto

Cam.TV - Value your Passions!

L’estate sta finendo” era il ritornello di una vecchia canzone dei Righeira. L’ho sempre canticchiata, scherzosamente, più ho meno sempre in questo periodo quando le prime tempeste d’agosto irrompono, prepotenti, sulla calda estate.

L’acquazzone d’agosto non è una semplice pioggia. E’ molto di più!
E’ il segno che l’autunno è alle porte e che presto si tornerà alla vita di sempre.

Questa considerazione che mi porto dietro da quando ero ragazzo aveva una valenza maggiore quando l’estate era sinonimo di spensieratezza, divertimento, mare, amici e amori. Tre lunghi mesi in cui ci si lasciava alle spalle un noioso anno scolastico e ci si affidava alle vacanze estive come valvola di sfogo per dimenticare le fatiche invernali.

Tre mesi di puro divertimento che avevano il culmine con i falò della notte di San Lorenzo e del ferragosto. Poi l’estate si trascinava stancamente fino alle prime partenze degli amici. Ci si salutava con la voglia e la promessa di rivedersi la stagione successiva.
Ma l’estete continuava, con le sue splendide giornate.

Poi, all’improvviso, l’immancabile acquazzone estivo.
Nuvoloni carichi di acqua. Venti forti spazzavano via ombrelloni e quel po’ di estate che ancora rimaneva.
Guardavi la spiaggia vuota non più brulicante di persone e realizzavi che, in fondo, quella non era altro che un’anticipazione di quello che sarebbe stato il panorama tra qualche settimana.

Poi la tempesta finiva. Il caldo sole continuava ad ardere le pelli già bruciate dei pochi vacanzieri rimasti.
Ma ormai il segnale era chiaro: l’estate volgeva al termine.

Con il passare degli anni, le cose sono cambiate.
Non più scuola ma il lavoro che non ti abbandona mai e che ti porti fino a casa.
Non più tre mesi di vacanza ma una settimana in cui non abbandoni completamente le rogne lavorative.
Non più la stessa spensieratezza.

Ma il fascino di quei nuvoloni è rimasto immutato.
Stesso vento forte a spazzare via gli ombrelloni e stessa identica sensazione di un’estate volata via troppo presto.

Qualche giorno fa, un violento acquazzone ha colto di sorpresa i bagnanti intenti a godersi quest’ultimo scorcio d’estate. Tra le risa dei bimbi, genitori in affanno cercavano di mettere in salvo teli, ombrelloni e quantaltro. Io, ormai zuppo, li guardavo divertiti.

Presto la spiaggia si è svuotata.
Il mare agitato, la bianca schiuma sulle onde, i gabbiani che con difficoltà lottavano contro le raffiche del vento.
Uno spettacolo che mi sono goduto appieno.

In fondo non è più la stessa estate di quando ero ragazzo.
Non ci sono amori a cui dare l’ultimo bacio.
Non ci sono amici da abbracciare.
Non c’è un odiato anno scolastico alle porte da affrontare.

<<E’ solo un semplice fenomeno atmosferico>> pensavo, autoconvincendomi, mentre l’acquazzone finiva ed il sole faceva nuovamente la sua comparsa.

Eppure quella strana sensazione provata da ragazzo non riuscivo a togliermela di dosso…

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