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Salvini ed il cannolo

Un’immagine impensabile solo qualche anno fa…
Gianfranco Miglio si starà rivoltando nella tomba… Cosa da fare afflosciare la spada di Alberto da Giussano…

Quello che vedete in foto, accanto al cannolo è Matteo Salvini… Si, proprio lui, quello della Lega Nord ma senza il “Nord” perchè qui al sud sembrava brutto…
Quello che al varcare della linea del sacro Po aveva l’orticaria e si riempiva di grosse pustole… Quello che, goliardicamente (mica tanto) inneggiava contro i napoletani… Quello che noi al sud Terroni, siamo mafiosi e non facciamo un cazzo dalla mattina alla sera…
Si, proprio quel Salvini.

Viene ad elemosinare voti nella nostra terra… Baci, abbracci, strette di mano… Qualcuno giura di averlo sentitio esclamare “Minkia ‘mbare ta pozzu riri na cosa?” mentre spiegava le ragioni per cui bisognava votare i suoi uomini…
Ovviamente doveva restare traccia del suo amore per la trinacria… Ha provato a salire in groppa al Liotru ma non c’è riuscito… Ha tentato addentando l’arancino, ma poi avrebbe scontentato i cugini ad occidente che, passi per Salvini, ma non avrebbero tollerato la deliziosa pietanza coniugata al maschile… Quindi un bel morso al cannolo. O meglio, un accenno di morso… Come quello che gli attori della pubblicità di Mac Donald fingono di dare al panino… Vabbè che è lavoro, ma mica sono pazzo a mangiare sta roba! Mica so cosa c’è li dentro!!!

Quindi ecco il finto morso.
Lo si capisce che è tutta una finzione guardando gli occhi di Matteo. Concentratevi sul suo occhio. Guardatelo bene.
La pupilla non esprime entusiasmo! Non ha la gioia di chi sta per addentare una delizia.
Lui sta pensando al Terrun che l’ha fatto… Avrà lavato le mani? E la ricotta sarà scaduta? Le pecore avranno mangiato erba all’amianto? Mille domande, mille dubbi che l’occhio non riesce a celare…

E poi, quel mignolino aristogratico alzato… No, Matteo, quello non lo posso sopportare… Cos’hai paura di sporcarti le mani? Devi afferrarlo con avidità. Devi fargli capire che non ha scampo. Devi fargli capire che sarà tuo anche a costo di spezzarlo! Così non sei credibile!

Vuoi dimostrare che hai a cuore le sorti della nostra città?
Ti vuoi integrare veramente?
Ti do appuntamento in via Plebiscito davanti ad un bel panino con la carne di cavallo!
Si, li dove il profumo del cibo si mischia ai fumi di scarico dei motorini che sfrecciano sui marciapiedi. Dove la mano che ti prepara la pietanza è la stessa che ha appena toccato i soldi del cliente che è appena andato via. Dove un’intruglio di olio, pepe, aceto e origano copre il delicato sapore degli anabolizzanti del povero cavallino ex corridore sconfitto.

Solo allora ti darò il mio voto. Forse…

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