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11 settembre: il giorno in cui tutto cambiò

<<Papà, sai cosa è successo diciassette anni fa? Sai che giorno è oggi?>>
Questo mi ha domandato stamattina mio figlio ascoltando il telegiornale mattutino.

Certo che me lo ricordo, figlio mio, quel giorno. Come si può dimenticare?
Non si possono cancellare dalla mente quelle immagini di stupore, fumo, distruzione e morte.

L’11 settembre non è più solo una data. L’undicisettembre (tutto unito) è lo spartiacque tra quello che era e quello che non sarebbe stato più. Da quel giorno avremmo imparato a vivere diversamente: avremmo cambiato le nostre abitudini di vita, avremmo imparato a guardare negli occhi il terrorismo, avremmo avuto paura a volare o a stare in luoghi affollati.

Quel giorno non crollarono solo due torri. Crollarono le nostre sicurezze. Capimmo di essere vulnerabili. Comprendemmo che avremmo dovuto combattere una guerra atipica contro un nemico difficilmente identificabile. Avremmo dovuto lottare contro le nostre paure.

Mentre oggi, nella ricorrenza di questo tragico evento, i media ci ripropongono foto e video di distruzione e dolore, ognuno di noi ha la propria galleria di immagini di quei momenti. Chi non ricorda il luogo in cui si trovava quando le prime immagini cominciarono ad arrivare crude e dirette come un pugno sullo stomaco? Ricordi nitidi ed indelebili.

Io, figlio mio, quel giorno ero in compagnia di quella che sarebbe stata, anni dopo, tua madre.
Qualcuno ci avvisò di quello che stava succedendo. Accendemmo la TV.
Il piccolo televisore sul mobile in legno nella piccola stanzetta da universitaria, mandava immagini di morte. Ancora poche notizie, forse un incidente…
Poi il secondo aereo, le prime indiscrezioni sul gesto terroristico. Infine i crolli.

L’america, la super potenza americana, la meta ambita da tutti, il Paese da prendere da esempio, il sogno americano, incredibilmente colpito al cuore.
Stavamo lì immobili a guardare, impotenti, assistendo all’evento che avrebbe cambiato il mondo.

Il mondo in cui hai messo tu piede anni dopo, figlio mio, è cambiato.
Se per prendere l’aereo devi sottoporti a tanti controlli è proprio a causa di quello che successe quel giorno. Se devi aver paura ad andare ad un concerto, se devi temere di passeggiare in una strada affollata di qualche metropoli, se guardi gente di altre culture con sospetto solo perchè portano il velo, la colpa è di quel maledetto 11 settembre.

Con ingenuità mi hai domandato: <<ma tu e la mamma c’eravate quel giorno?>>. Non hai la cognizione del tempo e per te si tratta solo di STORIA accaduta chissà quando.

Noi c’eravamo, fermi, immobili davanti alla televisione a guardare scene che non avremmo mai dimenticato: persone lanciarsi nel vuoto, il coraggio dei vigili del fuoco, i corpi impolverati di chi era sfuggito alla strage, i parenti delle persone disperse che mostravano le foto dei loro cari…

Certo che me lo ricordo, figlio mio, quel giorno…
Il giorno in cui tutto cambiò.

 

11 settembre

11 settembre

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