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Da Autostrade per l’Italia, Rita Alonzi – Episodio 2

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Ciao Rita, come stai? Non ci sentiamo da un bel po’ ma ascolto la tua voce pimpante al mattino e mi rassicura sul fatto che tu stia bane.
Ieri riflettevo su una tipologia di automobilista che mi procura non poco fastidio: quelli che ti chiedono strada abbagliandoti insistentemente.

Questa categoria di automobilisti, spunta all’improvviso.
Tu sei lì, a guidare calmo e tranquillo, canticchiando qualche canzoncina che stanno passando alla radio. Poi decidi di effettuare un sorpasso… ed è lì che si materializza lo Speedy Gonzales del volante. Guardi nello specchietto retrovisore e vedi due puntini luminosi lontanissimi. Allora, posi per un’attimo lo sguardo sul contachilometri per verificare la tua velocità, e guardi nuovamente lo specchietto: lui è lì, attaccato a te con i suoi fari da 2.000 watt che ti ringhia con insistenza.

Tu, stordito da tanta luminosità e da qualche colpo di clacson che l’inseguitore non fa mancare, vorresti portare a termine il sorpasso, ma materialmente non puoi: c’è la fila! Cammini quasi a passo d’uomo e lui, dietro di me, chiede spazio. Ma dove vuoi che mi metta? Mi metto indice e medio sulla fronte e come Goku mi teletrasporto in una stradina di campagna? Ma poi, caro il mio amico frettoloso, ma sei pure io scomparissi, come fai con le auto che mi precedono? Le speroni? Te le mangi? No, giusto per capire…

Alla fine riesco a rientrare nella mia corsia e il Suv nero dietro di me passa orgoglioso con il suo carico di luci a Led.

Lo vedo, cara Rita, insofferente dietro altre macchine. Suona, lampeggia, fa rombare il motore.
Ma deve stare in coda, non può fare altro.

E’ in quel momento che il karma si manifesta: la fila in cui sono io scorre, mentre la sua arranca.
Lo guardo dallo specchietto laterale: è rimasto indietro. Lui con la sua scintillante macchina di 7 metri è indietro. Io con la mia utilitaria di terza mano con un faro che funziona e uno no, sono avanti!

Approfitto di un improvviso buco nella corsia di sorpasso e mi ci intrufolo. Sono nuovamente lì, davanti a lui. Tra di noi solo una Panda.
Sento il suo ruggito. Vedo la potenza dei suoi fari. Percepisco il disagio del conducente della Fiat in mezzo a noi.

Ma aspetterà, Rita. Aspetterà ancora prima di passare.

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